L'assicurazione sanitaria per invalidità permanente

Tra le quattro tipologie, l'assicurazione sanitaria per invalidità permanente è quella che offre i migliori benefici per chi è affetto da invalidità e da stati di malattie irreversibili (es. le patologie croniche) tali da ridurre drasticamente la possibilità e l'abilità nello svolgere attività lavorative.

L'entità dell'indennizzo dipende strettamente dal grado di invalidità del soggetto che richiede la polizza. Risulta cruciale, dunque, il calcolo della percentuale di invalidità. Molti enti offrono questo servizio di 'conteggio'. Le compagnie assicurative stesse hanno facoltà di calcolo, anche se gli enti a cui i clienti si rivolgono maggiormente sono quelli tradizionali come, per esempio, l'INAIL (Istituto Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro). In particolare, quest'ultima, insieme all'ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici), offre la possibilità di consultare due tabelle che rappresentano, in genere, il riferimento per tutte le compagnie. Le tabelle sono strutturate in modo che ad ogni infortunio corrisponda una percentuale di riduzione nelle capacità lavorative. Nel caso di più menomazioni le percentuali si sommano fino a raggiungere un eventuale 100% di invalidità.

In alcuni casi, certi tipi insoliti di menomazione non appaiono nelle tabelle. L'unica soluzione possibile rimane il parere dei medici legali che valuteranno l'opportunità del risarcimento e la sua entità.

Una particolarità dell'assicurazione sanitaria per invalidità permanente è la possibilità di stabilire con precisione la professione svolta dal cliente - e le conseguente parti del corpo indispensabili all'attività lavorativa - prima del sopraggiungere della malattia o dell'infortunio invalidante. Questa opzione fa lievitare l'indennizzo ma anche il premio assicurativo.